E’
un antico liquore dalle proprietà altamente toniche e digestive,
di origine italiana: l’ipotesi prevalente è che sia nato in
Emilia, anche se altrettanto famoso è il nocino napoletano
(quest’ultimo mi piace meno, perché troppo speziato).
Per tradizione, le noci vanno raccolte il
24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, quando sono ancora
acerbe e quindi avvolte dal morbido mallo: questa data canonica
che gli erboristi chiamano "tempo balsamico" ha un fondo di
razionalità in quanto riconosce alla noce ancora verde il
momento ideale per l’infusione, essendo maggiormente profumata,
ricca di essenze, di principi attivi e vitamine; probabilmente
l’antica usanza popolare si è basata piuttosto sugli aspetti
"magici" legati al periodo del solstizio, propiziatore per
l’agricoltura.
E’ perciò un liquore "stregato", che deve
essere concepito in un giorno sacro agli incantesimi, con un
frutto il cui albero generatore era un tempo ritenuto oscuro e
pericoloso (noce deriva dal latino nox, scuro come la
notte; oppure sempre dal latino nocere, essere dannoso,
pericoloso).
Io preparo il nocino da 18 anni e continuo
a berlo con piacere; trascrivo per voi ingredienti ed esecuzione
di una ricetta "classica":