RACCONTATE I VOSTRI VIAGGI

AMSTERDAM

di Vanda Zilocchi

 

La chiamano la capitale della trasgressione… Perché allora visitare Amsterdam a sessant’anni?

Per noi tre single attempate il problema è farci capire con lo scarso inglese raffazzonato in un corso serale, altroché trasgressione! Cioè una volta arrivate allo Shiphol evitare almeno di finire a Bruxelles. Insomma ci va bene grazie all’intuito dei vari addetti ai trasporti, informazioni e servizi vari. Deposte in fretta le valigie in un centralissimo 5stelle, raggiungiamo, col naso per aria, data la verticalità dell’architettura, il più vicino campanile che per noi significa luogo storico-artistico.

 

In effetti si tratta della Old Church (foto a sx), ora adibita a museo. Non entriamo, però, vogliamo restare un poco all’aria aperta, sotto quel cielo azzurro nonostante le previsioni meteorologiche di internet. Così  tentiamo la circumnavigazione in una folla di pedoni, biciclette, polizia a cavallo, con  gli occhi rivolti alle antiche pietre, finché a qualcuna non sfugge lo sguardo dall’altra parte della strada, all’insegna del Coffee shop Old Church, poco lontano da un’altrettanto luminosa Sexi Land con l’indicazione a freccia per l’Urinoir.

 

Uno scatto rapido e via con l’occhio destro alla chiesa e il sinistro alle vetrine per la maggior parte protette da tende rosse, ma non tutte. E poi la risatina per via di un vecchietto che, piazzato sugli old-gradini, si gode, con convinzione, la vista di un paio di vetrine già in attività.

 

Autoescluseci dagli ammiccamenti delle ragazze in esposizione, optiamo per una  breve riflessione sul business del nudo in vetrina, indi affrontiamo gli affollatissimi ponti sui canali tra scampanellate di biciclette insofferenti ai nostri errori di interpretazione dei marciapiedi, tra aironi indifferenti che riposano sul tetto delle auto parcheggiate e folaghe annidate appena sotto il ciglio del canale.

 

Piantina alla mano e sempre inseguite dalle intransigenti biciclette arriviamo ben presto in piazza Dam chiedendoci se potremo anche noi sederci sui gradini, come i ragazzi col sacco a pelo, ad ammirare i severi, centralissimi palazzi reali e non. Ma why not? Ed ecco che un piccolo tordo con un’ala giù ci guarda in faccia e aspetta una risposta. Chi non ha qualche briciola?… Allora l’ala torna a posto e una ventina di  suoi compagni si dispongono con ordine di fronte a noi come una classettina di una volta ad ascoltare una bella lezione (foto a sx).  Sempre meglio della foto a 2 euro coi sussiegosi artisti di strada camuffati da antichi guerrieri.

 

Nel rientro al 5stelle ci accorgiamo che proprio lì di fronte abbiamo un coffee shop e facciamo progetti per l’indomani: why not? Al risveglio ci slanciamo alla finestra per spiare l’oscuro oggetto dei nostri desideri e sotto l’insegna spenta troviamo una meravigliosa saracinesca dipinta: una grande bandiera rossa con tanto di falce e martello campeggia su sfondo azzurro cielo.

 

Il cielo vero nel frattempo si carica di nuvoloni, così, munite di ombrelli e impermeabili rosa shocking ci dirigiamo al mercato dei fiori dove sotto il temporale al riparo di un tendone ormai carico d’acqua ammicchiamo al Kit to start esposto sulle bancarelle…

Anche il temporale passa, come tutto, così ci si slancia verso nuove strade per ritrovarsi nel bel mezzo di un allegro e accogliente gay pride tinteggiato appunto dello stesso rosa dei nostri accessori anti diluvio.

 

Ma gli olandesi veri dove sono? Già, loro li vedi sfrecciare su sovradimen-sionate biciclette con tanto di cassette porta pacchi e bambini (foto a sx). Le strade sono loro che si arrendono solo quando incrociano i filobus cui lasciano lo spazio al centro mentre le auto timidamente li fiancheggiano in due strette corsie.

 

 

Già edotte dalla visita al Rijks Museum sulla pittura fiamminga, raggiungiamo una piazza Rembrandt al sapore di Montmartre, strafogata di ristorantini di tutte le nazionalità… Ma cosa mangiano gli olandesi quando smontano dalla bicicletta, salgono quei pochi gradini protetti dalle ringhiere in ferro battuto che tanto ci attraggono e si addentrano nelle alte case dalle ampie finestre senza tende e dal gancio sotto la cima del tetto?

 

Gli odori che ci arrivano sono densi di spezie orientali e allora perché noi mangiamo sempre insalate al condiriso e imperscrutabili soupes? Tutte le sere facciamo ripasso del lessico culinario ma una volta al ristorante diventiamo timide e ripieghiamo sul dejà-vu. Dopo estenuanti calcoli sui prezzi chiediamo the bill che risulta sempre qualcosa di più e il cameriere ci insegue. No problem, dice lui!

 Ma ci sono persino posti dove non si paga! Lo scopriamo per ultimo, il Nemo (foto a sx), e ci stiamo davvero bene: sembra di stare a Parigi. Perché vedi, se sei stato a Parigi, dopo non sei mai contento…Bisognerebbe tenerla per ultimo!

Immagini

Cigni e gabbiani

 

Il quartiere a luci rosse

 

Ponte affollato

 

Saracinesca con falce e martello

 

Casa tipica del centro

 

Antico guerriero tenta di rapire pulzella

 

 

 

R.B. - in collaborazione con paesi.com