Il libro di Ruy Lopez: un incontro fortuito

di Renzo Renier

Devo ammettere, ad onor del vero, che il titolo è ingannevole. Non si tratta precisamente del libro dello spagnolo Ruy Lopez del 1561, ma della sua traduzione in italiano, fatta da Giovan Domenico Tarsia, stampata in Venezia nel 1584, che è opera altrettanto rara e preziosa.

Ruy Lopez viene ancor oggi citato in tutti i moderni libri di scacchi, se non altro per l’apertura che porta il suo nome o che viene anche chiamata Partita Spagnola.

Ruy Lopez de Segura nacque in Spagna a Zafra, una piccola città della provincia di Badajoz nell’Estramadura prima del 1534¹, primogenito di genitori che dovevano godere di una certa agiatezza, forse proprietari terrieri.

Il piccolo Ruy fu avviato alla carriera ecclesiastica e sappiamo che poi fu parroco della sua cittadina, mentre è certo che non fu mai vescovo. Ruy Lopez deve però la sua fama al gioco degli scacchi, dove si distinse non solo come giocatore di inarrivabile bravura, ma anche  come valentissimo studioso e divulgatore².

Ci dilunghiamo ancora un attimo con la sua biografia solo per dire che fu in Roma attorno al 1560 e che qui, oltre ad attendere ai suoi doveri di religioso, ebbe modo di tenere alcune conferenze di argomento scacchistico e di incontrare Leonardo da Cutro³, detto “il Puttino”, con cui disputò alcune partite.

“Il Puttino” in quel tempo “era in tanta eccellenza venuto, ch’ancorché giovanetto fusse, nulladimeno ciascheduno giocatore, per eccellente ch’era in Roma, egli vinceva”. Ma in quel primo incontro l’esperienza dello Spagnolo ebbe il sopravvento.

Negli anni che seguirono i due fortissimi giocatori si sfidarono ancora parecchie volte, e la fama di tali incontri fece sì che uno di questi fu giocato a palazzo reale a Madrid, niente meno che alla presenza del re Filippo II, dove Leonardo finalmente ebbe la meglio vincendo tre partite contro due, ricevendo dallo stesso re benefici per sé e per la natia Cutro.

Ma lasciamo Ruy Lopez per occuparci del suo libro:

Libro de la invencion lyberal y arte del juego del Axedrez,…4

Trovandomi a Fermo, nelle Marche, convocato come arbitro per i Campionati Europei Giovanili5 e  potendo usufruire delle mattinate libere, non persi l’occasione di visitare la preziosissima biblioteca6, situata nel Palazzo dei Priori e posta all’interno di una sala monumentale, detta “del Mappamondo”. L’accesso, oltre la porta, era limitato a pochi metri quadrati, contornati da un invalicabile cordone rosso. Nonostante la scomoda posizione, fu stupefacente vedere, tutt’attorno alle altissime pareti, imponenti scaffalature in legno a doppio ordine con ballatoio cinto da balaustra, piene dal pavimento al soffitto di un numero sterminato di libri antichi di tutte le dimensioni, prevalentemente con il dorso bianco. Oltre ai libri, la sala accoglieva, fra le altre cose,  il grande mappamondo del 1713, i ritratti a figura intera di personaggi illustri del Fermano e un calco mortale del viso di Giacomo Leopardi.

 segue a pag.2--->

 

¹Anno in cui cominciano i registri della parrocchia di Zafra, dove si sono trovate le indicazioni dei fratelli minori di Ruy.

² Una targa in ceramica posta sulla sua casa natale porta la scritta: “En esta casa nacio y vivio el clerigo zafrense Ruy Lopez de Segura primer campeon del mundo de ajedrez en 1575 y eminente tratadista de este noble juego”.

³ E’ questo il nome con cui è passato alla storia il calabrese Leonardo di Bona, nato a Cutro (oggi in provincia di Crotone) fra il 1540 e il 1545. Fu chiamato “il Puttino” sia perché di corporatura esile, sia perché, giovane studente in Roma, si impose all’attenzione della città come imbattibile giocatore di scacchi. Contese a Ruy Lopez il riconoscimento di migliore giocatore di scacchi d’Europa. 

4 Il titolo completo è: Libro de la invencion lyberal y arte del juego del Axedrez, muy util y provechosa: assi para los que de nuevo quisieren depren der à jugarlo, como para los que lo saben jugar”. Pubblicato da Andres de Angulo in Alcala nel 1561.

5 Imponente manifestazione scacchistica, organizzata con la collaborazione della neo-provincia di Fermo, che ha visto la partecipazione di 865 ragazzi di età fino a 18 anni, provenienti da 46 Paesi europei.

6 Fondata nel 1688 a supporto dell’Università di Fermo (creata con bolla papale del 1398 che riconosceva la dignità culturale del precedente centro studi (Studium) risalente al IX secolo; sospesa dal 1826, fu chiusa nel 1860 ). Nei secoli fino ad oggi la biblioteca fermana ha raccolto numerosissime collezioni di libri, manoscritti, stampe e disegni. Diede corpo alla biblioteca comunale dopo il 1960. Conta oltre 300.000 opere, di cui 15.000 “cinquecentine”.

 



 

 

 

R.B. - in collaborazione con paesi.com