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Che Napoleone Bonaparte amasse giocare a
scacchi è cosa certa, che vincesse spesso, specie con i suoi subalterni,
è cosa molto probabile, ma che fosse un grande (od anche un buon)
giocatore di scacchi è cosa pressoché da escludere.
Le sue partite, che alcuni testi
riportano, dimostrano - pur nelle vittorie - la sua mediocrità. Quando
incontrò l'Automa (cioè un buon giocatore nascosto dentro una macchina)
fu bellamente sconfitto. Insomma, scacchisticamente parlando, io e molti
miei amici siamo... come Napoleone!
Parlo di Lui (anzi di "Ei fu", come lo
chiamavamo a scuola) perchè il mio giovane amico Francesco Fava,
brillante studente liceale, mi ha mandato lo scritto che segue,
pubblicato nell'inserto speciale della rivista "Il Carabiere" del mese
di aprile 2001.
Scacco matto
A differenza del
principe di Condé – che la notte prima della battaglia di Rocroi (a
prestar fede al Manzoni) ronfava indecorosamente – Napoleone, alla
vigilia degli scontri in campo aperto, sfidava i suoi ufficiali a
scacchi, battendoli regolarmente. Che i suoi trionfi fossero legittimati
dalle sue capacità strategiche, o da elementi accessori, è arduo da
stabilire. Sembra – per dirne una – che l’imperatore perdesse sempre a
bocce con Jean-Baptiste Drouet, Maresciallo di Francia, e che un giorno
gli domandasse come ciò fosse possibile; “Semplice, Maestà”, gli rispose
l’altro, sfacciato: “a bocce non si può barare”. A scacchi neppure, ma
qualche distrazione degli avversari poteva tranquillamente rientrare nel
conto. Come giocatore, Napoleone si comportava esattamente come in
battaglia. Partiva all’attacco, senza lasciare tregua al nemico. E
puntava molto sulla cavalleria, come dimostra questa partita, tramandata
fino ai giorni nostri. È del 1804, e l’avversario era una signora,
Madame de Rémusat, alla quale – per galanteria – l’imperatore concesse
la prima mossa, pur giocando lei con il nero.
Ecco la sequenza
delle mosse (ricordando che il nero muove prima):
Napoleone
I - M.me de Rémusat
1.d6 Cf3 2.e5 Cc3 3.f5 e4 4.fxe4 Cxe4 5.Cc6 Cfg5 6.d5 Dh5+
7.g6 Df3 8.Ch6 Cf6+ 9.Re7 Cxd5+ 10.Rd6 Ce4+ 11.Rxd5
Ac4+ 12.Rxc4 Cb3+ 13.Rd4 Dd3 matto.
Anche la sorella
Elisa amava gli scacchi. Quando fu nominata regina d’Etruria,
circolò un epigramma anonimo, degno della migliore satira politica del
tempo: “Perché Elisa dimostra tanto attacco / a quel gioco che chiamasi
lo scacco? / Perché vede che in esso da pedina / si può talora diventar
regina”.
(Ringrazio Francesco per la
collaborazione)
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