Dopo il successo ottenuto con la rassegna “Centominuti”,
Paolo Spinello, titolare della libreria “Apogeo”, ha
organizzato un’altra simpatica iniziativa.
Con la collaborazione del Presidio del Libro e
dell’Amministrazione comunale di Adria, ha progettato,
al ristorante “Molteni”, in via Ruzzina, una cena
con…. Montalbano.
Una simpatica occasione per trascorrere una tiepida sera di
fine estate, in compagnia, dopo l’afa sopportata in questi
mesi.
Protagonisti della serata, che si č svolta sabato scorso, 5
settembre,
sono
state le ricette della tradizione siciliana, i sapori e i
profumi mediterranei dei cibi apprezzati dal celebre
Commissario di Polizia, tratte dai romanzi dell’altrettanto
celebre scrittore,
Andrea Camilleri.
Per una sera, il ristorante Molteni si č trasformato
nell’osteria di Don Calogero a Vigata, l’immaginaria
cittadina uscita dalla penna
dell’autore. La parte gastronomica č stata curata
sulla scorta di approfondite ricerche,
particolarmente sul libro, edito da poco, “Nėvuro di
sėccia”.
“Montalbano sono!”
Cosė, con queste parole diventate ormai
famose, si presenta il Commissario nelle sue
indagini, coadiuvato dai suoi collaboratori: Fazio, Mimė
Augello, Gallo, Galluzzo e, naturalmente, Catarella,
La serata č stata completata con letture e proiezioni di
alcuni spezzoni tratti dagli sceneggiati televisivi, che
hanno notevolmente contribuito all’aumento della lettura dei
romanzi e con la descrizione
da parte di un giovane cuoco che, in un
incomprensibile quanto divertente dialetto siciliano
descriveva la ricetta prima di ogni portata.
Coordinatrice dell’ incontro č stata Monica Stefani, mentre
Cesare Lamantea ha illustrato
brevemente la vita dello scrittore Camilleri (nato a
Porto Empedocle nel 1925) che fin da piccolo fu un
appassionato lettore. Gli piacevano soprattutto i libri
gialli.
Andrea Camilleri č’ stato autore di testi teatrali,
sceneggiatore e, ovvia-mente, scrittore.
Racconta lo stesso Camilleri di essere grato allo spagnolo
Manuel Vazquez Montalban, che gli diede l’idea, mentre
leggeva un suo romanzo, di dare il nome
“Montalbano” al commissario.
Prendeva cosė due piccioni con una fava: rendeva omaggio
allo scrittore e, nello stesso tempo, identificava
con un cognome siciliano molto diffuso questo personaggio.
L’occasione di
cenare
in compagnia e di incontrare in maniera diversa uno dei
fenomeni letterari di maggiore successo in Italia in questi
ultimi tempi č stata gradita e piacevole.